Psicologia e psicoterapia

Compito dello psicoterapeuta è quello di assistere la persona nella ricerca del suo vero sé e poi aiutarla a trovare il coraggio di essere quel sé” – Rollo May

Il Tondangolo accoglie al suo interno un team di psicoterapeuti di orientamenti diversi, il cui obiettivo unico e comune è prendersi cura della persona,  ascoltandola e accompagnandola in un percorso di rinascita o recupero, a partire da situazioni di disagio o fragilità temporanea.

L’assunto di partenza, che si fonda sulla prova della malleabilità e plasticità del nostro cervello, è che tutti abbiamo la possibilità di cambiare, di stare meglio, trovare o ritrovare il nostro benessere.

Il Tondangolo offre per tutte le età (bambini, adolescenti, adulti, anziani) percorsi di psicoterapia:

  • individuale
  • di coppia
  • di gruppo
  • familiare

Gli approcci 

Il modello psicodinamico – Oggetto di interesse primario dello psicoterapeuta ad orientamento psicodinamico è la complessità del mondo interiore dell’individuo e dell’insieme dei suoi rapporti interpersonali, alla ricerca delle cause profonde e dei meccanismi inconsci che ne limitano il benessere e ne bloccano il funzionamento personale, soprattutto a livello di pensieri e di emozioni.

L’obiettivo finale del percorso psicoterapico è il raggiungimento della consapevolezza piena e della comprensione delle cause nascoste che creano conflitto e della capacità dell’individuo di mettere in atto una nuova fase di sviluppo e potenziamento del proprio sé.

L’orientamento sistemico-relazionale Questo orientamento considera l’individuo all’interno della sua rete familiare, sociale e culturale.  La persona è vista come una parte di un sistema più ampio, all’interno del quale riveste un ruolo e una funzione. Questo modello concepisce il disagio psicologico non come una problematica strettamente individuale, ma come il risultato di uno squilibrio che si crea nei sistemi in cui l’individuo vive le proprie relazioni significative (coppia, famiglia, rete amicale). La psicoterapia sistemico-relazionale ha l’obiettivo di individuare quale siano le modalità relazionali disfunzionali, comprenderne l’origine e trovare strade alternative che permettano al singolo di raggiungere un maggior grado di benessere e una maggior libertà.

L’approccio breve focale – Di approccio breve focale si parla per la prima volta nel 1946 quando F. Alexander e T. French portarono all’attenzione del mondo scientifico l’utilizzo dell’Esperienza Emotivo Correttiva come strumento per riparare eventi traumatici del passato in un lasso di tempo inferiore rispetto alle terapie convenzionali. Nel più recente passato G. C. Zapparoli, facendo propri tali assunti, volle accrescerne l’efficacia e ampliarne il piano d’azione formulando i presupposti per una Terapia Breve Integrata. Cornice di riferimento di questo modello sono le correnti Freudiane e Post Freudiane, le tecniche cognitivo comportamentali di A. Beck, le teorie evolutive e del ciclo di vita e quelle dell’integrazione funzionale. Il percorso terapeutico si sviluppa partendo dalle competenze e dalle risorse già presenti nella persona e dai limiti evidenziati, da qui si costruisce un Focus attraverso il quale poter accedere al blocco evolutivo e di conseguenza al suo scioglimento. Gli strumenti utilizzati non sono, quindi, pre-ordinati, ma eletti in relazione alle caratteristiche e alle peculiarità del Paziente. Brevità, specificità e flessibilità sono tra gli elementi che hanno permesso alle Linee Guida Internazionali di indicare la Terapia Breve Integrata [evidence base] come trattamento particolarmente efficace nella cura dei più comuni disturbi psichici.

L’approccio centrato sulla persona – L’approccio centrato sulla persona, teorizzato da Carl Rogers (1902 – 1987), si fonda su una concezione positiva dell’individuo che nasce dal presupposto che ciascun essere umano sia capace di autodeterminazione. Questa spinta porta con sé, a partire dalla comprensione del sé, l’attitudine a modificare e migliorare il proprio comportamento, principio che Rogers definisce the formative tendency (in italiano “tendenza attualizzante”).

Lo psicoterapeuta ha il compito di facilitare il percorso di autodeterminazione della persona, creando un clima di accettazione incondizionata, empatia e responsabilizzazione.

EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing, desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari) – è un metodo psicoterapico strutturato che facilita il trattamento di diverse psicopatologie e problemi legati sia ad eventi traumatici sia a esperienze più comuni, ma emotivamente stressanti. L’EMDR  è una metodologia completa che utilizza i movimenti oculari o altre forme di stimolazione alternata destro/sinistra per trattare disturbi legati direttamente a esperienze traumatiche o emotivamente stressanti. L’elaborazione dell’esperienza traumatica che avviene con l’EMDR permette al paziente, attraverso la desensibilizzazione e la ristrutturazione cognitiva che avviene, di modificare prospettiva, cambiando le valutazioni cognitive su di sé, incorporando emozioni adeguate alla situazione ed eliminare le reazioni fisiche. Questo permette, in ultima istanza, di adottare comportamenti più adattivi.

Psicoterapia individuale e di gruppo